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19/04/2018

Migranti, sos Cgil: «Regolarizzarne 450mila»

«È nell’irregolarità e nelle baraccopoli che crescono lo sfruttamento e il lavoro nero. La priorità di questo Paese non è quella di chiudere le frontiere, ma la regolarizzazione degli immigrati, 450mila secondo le nostre stime, che ci vivono e ci lavorano senza permesso di soggiorno». A dirlo Selly Kane, responsabile delle politiche per l’immigrazione della Cgil nazionale, nel corso di un convegno tenutosi questo pomeriggio nella sala convegni della Camera del lavoro di Udine. Kane, nell’occasione, ha anche lanciato un appello agli stranieri, quasi 1,5 milioni, in possesso della cittadinanza italiana: «Proseguiremo le nostre battaglie per il diritto di voto e lo ius soli, ma se vogliamo avere qualche speranza di vittoria è anche necessario che chi ha già il diritto di votare lo faccia, perché democrazia significa partecipazione».
Sullo ius soli è intervenuto anche il segretario regionale della Cgil Villiam Pezzetta, secondo il quale «la mancata approvazione della legge è stata una grande occasione persa, che rallenta il cammino dell’integrazione e rischia di alimentare il senso di distanza e di non appartenenza tra gli immigrati». Anche per la nostra regione, secondo il leader della Cgil Fvg, «la strada non può essere quella della paura e della chiusura verso gli immigrati, ma in un modello di accoglienza diffusa che è l’unico che possa consentire una gestione non traumatica dei flussi e continuare a fare dell’immigrazione una risorsa non soltanto per i migranti, ma anche per chi li accoglie».
Al dibattito, che ha visto gli interventi del segretario regionale della Fisac Cgil Mattia Grion, del segretario della Cgil di Udine Natalino Giacomini e di Mohamed Hajib, imam del Centro misericordia e solidarietà di Udine, ha partecipato anche Andrea Bellardinelli, responsabile del programma Italia di Emergency, un progetto che dal suo avvio, nel 2006, ha dato assistenza a 315mila persone, non soltanto stranieri ma anche italiani in difficoltà, con l’apertura di 6 ambulatori fissi, diversi ambulatori mobili e importanti interventi umanitari di fronte a emergenze come gli sbarchi in Sicilia o il terremoto del centro Italia.