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12/06/2020

Lignano, ripartenza difficile per il punto di pronto intervento


Sì della Fp-Cgil alla riapertura, prevista per domani, del posto di primo intervento sanitario di Lignano, ma è indispensabile intervenire per aumentare la dotazione di personale e di risorse. A chiederlo è il segretario della Funzione pubblica Cgil di Udine Andrea Traunero dopo l’incontro con i vertici dell’Azienda sanitaria unica del Friuli centrale, rivendicando la necessità di un supporto anche da parte del servizio sanitario regionale, «perché si tratta di una struttura al servizio della principale località turistica del territorio – sostiene Traunero – e il suo funzionamento non può continuare ad essere a carico di una singola azienda sanitaria».
«I lavoratori – spiega ancora Traunero – garantiscono il loro massimo impegno, consapevoli delle difficoltà e dell’importanza di questa stagione turistica, per garantire un servizio fondamentale per l’attrattività del territorio. Abbiamo però segnalato più volte le gravi carenze croniche di personale che si registrano in Asufc, che stanno subendo peraltro un preoccupante peggioramento in vista delle ferie estive, ma malgrado le nostre ripetute richieste e sollecitazioni per conoscere la dotazione organica e, di conseguenza, il futuro piano di assunzioni per integrare gli organici, la direzione risponde soltanto sulla carta». Un silenzio che preoccupa la Cgil, tanto più in vista della riapertura di una struttura che nel 2019 ha garantito ben 3.330 prestazioni, 1.140 interventi con ambulanza e richiede, per funzionare, 18 infermieri e 6 operatori socio sanitari su ambulanza, oltre ai medici. «Il punto di pronto intervento – spiega ancora Traunero – partirà con il supporto di 5 unità che dal pronto soccorso di Udine si sposteranno a Palmanova. Verranno inoltre pubblicati due bandi interni per una manifestazione d‘interesse per reclutare personale disposto a spostarsi per coprire i turni di Lignano e a supporto dei reparti di pronto soccorso di Palmanova e Latisana. Per questo, come Cgil, abbiamo chiesto come si andrà a sopperire agli spostamenti di personale dalle altre strutture del territorio».
Nel ribadire la situazione di forte difficoltà del personale, «stremato dall’emergenza Covid», Traunero chiede che a farsi carico della situazione, a fianco dell’Asufc, ci sia anche la Regione: «Il polo turistico di Lignano – dichiara –ha ricadute positive per tutto  quindi servirebbe uno stanziamento direttamente a carico del servizio sanitario regionale, così come avviene per altri servizi, come l’elisoccorso. Non si vede infatti perché la spesa debba ricadere solo sull’azienda competente per territorio. C’è bisogno di medici, una ventina di infermieri e dieci Oss: un onere che aggraverà ulteriormente le già gravi carenze di organico con cui deve fare i conti l’Asufc e che richiedono assunzioni immediate in tutto il territorio».