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24/11/2023

Sciopero generale, grande adesione nell'udinese

Un’adesione alta e «superiore alle aspettative» in molte delle principali aziende del Friuli Venezia Giulia. È il commento dei segretari regionali di Cgil e Uil dopo i primi dati sulla partecipazione allo sciopero generale di oggi, che ha interessato tutti i comparti del manifatturiero e del terziario, una settimana dopo lo stop degli uffici e dei servizi pubblici. 
NELLE AZIENDE I primi dati arrivano dal manifatturiero e parlano del 50% di adesioni alla Snaidero, sede anche del presidio organizzato da Cgil e Uil della provincia di Udine, del 70% alla Calligaris, con conseguente fermo produttivo, del 60% alla Precasa, del 55% alle Giuliane 55%, tra il 30 e il 35% alla Fantoni e alla Gervasoni. Sempre in provincia di Udine altri dati arrivano dal comparto metalmeccanico, dove ha scioperato l’80% dei dipendenti alla Dl Radiators, alle prese con una delicata vertenza sugli esuberi, il 90% alla Kito chain, il 70% alla Modine e in Metinvest, il 60% nel gruppo Cividale, il 40% alla Marelli, il 30% alle Ferriere Nord e il 25 in Abs e in Freud. Nella chimica, sempre in provincia di Udine, le punte massime di adesione si registrano in Coats (100%), Elcrom (100%) e Serichim 80%, mentre Caffaro, Taghleef, halo e Servizi Italia hanno visto assenze comprese tra il 20 e il 25%.  Quanto all’industria agroalimentare, le percentuali di astensioni registrate nelle principali aziende (Birrificio San Giorgio, principe, Quality Food, Bouvard, Framon, Oleificio san Giorgio) sono comprese tra il 10 e il 20%. Di rilievo, nel settore carta, il 35% di adesioni alla Errebi e il 50% alla Pigna. Venendo alla distribuzione, le adesioni più alte a livello regionale si registrano in Coop Alleanza 3.0, dove ha scioperato il 25% dei dipendenti, per scendere al 20% nel gruppo Aspiag (Despar più appalti) e al 10% in Carrefour.
QUI CGIL «Le percentuali che ci arrivano dai nostri delegati – commenta il segretario generale della Cgil Fvg, Villiam Pezzetta – sono la conferma di quanto le motivazioni di questo sciopero toccassero temi profondamente sentiti dai lavoratori: il potere di acquisto dei loro salari, la battaglia per le pensioni di oggi e di domani, il sostegno ai rinnovi contrattuali, la difesa della sanità pubblica e del diritto alla salute. Questioni che la Finanziaria del Governo non affronta o affronta male, lasciando irrisolte o in certi casi aggravando le criticità. Da qui l’esigenza di proseguire con questa mobilitazione per cambiare la Finanziaria e le politiche di questo Governo, aprendo un confronto vero sui grandi temi al centro di una piattaforma che era stata presentata dall’intero sindacato confederale». Centrale, come dichiarato ieri da entrambi i segretari regionali e ribadito con forza nei presidi di oggi dai sindacati territoriali, il tema della difesa e del rilancio dell’industria, «tanto più in una regione a forte vocazione manifatturiera come il Friuli Venezia  Giulia», sottolinea Pezzetta.